lunedì 26 marzo 2012

Primo compleanno primaverile




Ho la malsana abitudine di non silenziare il cellulare quando, ormai in rarissime occasioni, riesco a schiacciare un pisolino pomeridiano. Ne consegue che non posso certo lamentarmi se vengo svegliata, in pieno orario lavorativo, da ignari malcapitati che si domandano sicuramente, da quale recondido antro della caverna io stia rispondendo. In effetti, il mio "pronto?...chi è?..." quando apro gli occhi, ha un non so che di primordiale che scoraggia persino le pimpanti centraliniste dei call center.
Finisce sempre che mi attaccano il telefono dopo aver tentato di ripetermi per un paio di volte chi sono e cosa vogliono offrirmi. Con me in certe situazioni è peggio che con gli anziani...

Non ho mai capito come facciano gli astronauti nei film di fantascienza a svegliarsi dopo decenni di sonno profondo subito desti e reattivi. E in men che non si dica, senza manco prendere un caffettino, già hanno capito perchè quel bastardo del computer di bordo non li ha svegliati prima. E subito giù a far calcoli matematici e trigonometrici per trovare la soluzione al problema. Meraviglioso. Chissà cosa mangiano.

A me, se mi svegliano indipendentemente da quanto tempo abbia dormito, mi capita come in sala parto coi neonati. Ancora in piena fase rem ma già terribilmente inviperita col resto del modo, comincio a verificare le mie principali funzioni vitali. Ancora ad occhi chiusi, conto le orecchie, gli occhi, mi tocco il naso e controllo le dita delle mani, poi il battito, la respirazione...  Realizzo che sono ancora viva anche se i riflessi sono totalmente assenti. Poi arriva la parte più impegnativa. Aprire gli occhi e capire dove sono ma soprattutto, chi sono. E giuro che non sono un'alcolizzata!  

Come Zio Paperino, meditavo a occhi chiusi sul divano con la copertina sulle gambe, un pomeriggio dello scorso anno. Non l'avevo riconosciuta quando mi ha chiamata al telefono per un lavoro. Sarà che non si è presentata con nome, cognome e soprannome, sarà che io ero rimbambita dal sonno, fatto sta che la telefonata si concluse brevemente, non potevo accontentarla, ho riattaccato, mi sono girata dall'altra parte del divano e... ZZzzzz...

E' andata a finire che ci siamo tenute in contatto e incontrate meno spesso di quanto avremmo voluto per i reciproci impegni ma... siete curiose? La festa per la piccola Lena è qui.
Grazie Sig!

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