lunedì 3 giugno 2013

Frolla, crema pasticcera e mele. E Felder non c'entra nulla



A quanto pare sono l'unica a non lamentarsi del brutto tempo e dell'estate che non arriva.  
Prima di scagliarvi nei rimproveri mi giustifico col fatto che i miei ormoni e la mia pressione bassa gradiscono molto di più questo clima di freschetto piuttosto che il caldo estivo. Che poi non è che proprio non mi garbi il caldo. Sono quei 38° all'ombra con un tasso di umidità da bagno turco che inevitabilmente hanno su di me un effetto devastante, mi buttano giù il fisico e il morale e non c'ho voglia di fare nulla.
In casa non è cambiato niente da questo inverno, le babucce le ho ancora ai piedi, la trapuntina è sul divano e a letto c'è il piumone dato che non ho ancora fatto le famose sette sudate prima di metterlo all'aria per poi riporlo nell'armadio. Inutile dire che il suddetto piumone è di quelli finlandesi, di spessore altissimo, regalo di nozze che fecero ai miei e che nessuno ha mai voluto usare perché pare che lì sotto non ci si resista neppure completamente nudi e senza riscaldamento in casa. Eppure io ci sto tanto bene...

Ne conviene che il forno ancora viene acceso con regolarità prima che si vada entrambi in letargo estivo.
Avevo delle mele che gridavano pietà, un avanzo di crema pasticcera in freezer, farina, burro e uova in casa non mancano mai e quindi mi decido a provare una nuova frolla.
Mi intriga quella di Christophe Felder ma siccome ultimamente in casa abbiamo il pallino delle cose sane, ho sostituito parte della farina 00 con quella integrale e ho cotto a occhio. E mi domando a questo punto se posso ancora chiamarla "la frolla di Felder". 


Ingredienti:

Per la frolla di Felder in versione rustica e soprattutto bio - mi salvo in calcio d'angolo col rustico? - :
200 gr. farina integrale 
50 gr. farina 00
100 gr. di zucchero semolato
1 tuorlo

Per la crema pasticcera:
Le dosi della pasticcera le presi a suo tempo qua. Non mi piacque un gran chè, motivo per cui la surgelai subito e venne periodicamente riciclata come crema da forno.  Usate la vostra ricetta preferita. 

3 o 4 mele, dipende dalla grandezza, l'ideale sarebbero le annurche, in mancanza vanno bene anche le granny smith, quelle verdi un pò acidule.

Zucchero di canna e cannella per lo spolvero

Preparazione:

Per la frolla, mettere nell'impastatrice con la frusta a foglia, burro a tocchetti, zucchero, le farine e lasciare andare a velocità media. Una volta amalgamato il tutto aggiungere la farina e poi il tuorlo.
Impastare brevemente a mano, impellicolare e mettere in frigo per un paio d'ore. Se vi intriga di provarla con la farina integrale, lasciarla molto di più in frigo - anche una notte -. 
Se non l'avete da parte, preparare nel frattempo la crema pasticcera.
Sbucciare le mele, tagliarle a fettine sottili  e irrorarle con succo di limone per non farle scurire.
Prendere la frolla ben fredda, stenderla col mattarello allo spessore che si desidera - per i cestini ho preferito un'altezza di poco meno di un cm. 
Io ho cotto le crostatine direttamente nello stampo per muffin avendo cura di imburrare le cavità. Con un coppapasta ricavare dalla frolla dei dischi decisamente più grandi del diametro delle cavità. Meglio che la frolla sporga in altezza dal bordo, in un secondo tempo si potrà togliere l'eccesso con un coltello affilato.
Con una sac a poche, ma anche con un cucchiaio, mettere un poco di ripieno con la crema pasticcera e poi infilzare le fettine di mela. 
Cospargere con poco zucchero di canna mischiato a una punta di cannella la superficie delle crostatine.
In forno a 170 °C  fino a doratura della frolla, a me ci sono voluti 25 minuti, voi controllate il vostro forno. 
Sono un pò delicate quindi aspettate che si raffreddino bene prima di toglierle dallo stampo.

Sono tanto buone, soprattutto quando fuori piove.

Alla prossima!




giovedì 2 maggio 2013

Semifreddo al caffè.


Mi occorreva un dolcino da portare a cena a casa di amici, due giorni prima avevo fatto la solita collaudata cheese cake ma un incomprensibile quanto imperdonabile errore di cottura -I suppose- ha rovinato tutta la superficie creando un'antiestetica e profonda crepa a forma di croce che quasi si vedeva il fondo di biscotti. La cosa mi inquietò non poco, non mi era mai successo prima e da pochi giorni era stato eletto Papa Francesco. 

    Cheese Cake col segno divino

Il gusto della cheese cake era ottimo come sempre ma non sia mai che io porti un dolce dalla forma esteticamente imperfetta... Avevo ancora un giorno di tempo per rimediare un altro dolcino da portare e vedo questi bottoncini di semifreddo al caffè.

La ricetta, come quasi tutte sul blog dell'Araba più famosa del web, è di una velocità e semplicità estrema. Vi riporto dosi e procedimento per comodità  e tra parentesi le mie modifiche.

Ingredienti:
180 gr. di latte condensato zuccherato (il mio era home made)
125 ml di panna fresca da montare
45 ml di caffè espresso (io mi son fatta fare 6 caffè ristrettissimi al bar)
caffè in polvere per spolverare (io non l'ho messo)

Procedimento -lievemente modificato -:
Con una frusta a mano amalgamare il latte condensato con il caffè espresso. Semimontare la panna. Unire il composto alla panna, io l'ho fatto con una spatola per non sgonfiare troppo la massa. Far colare negli stampini la crema ottenuta, mettere i freezer e attendere almeno 4 ore. 
Prima di consumare, tirare fuori dal freezer giusto qualche minuto prima di servire. 

Essendo diventata particolarmente schizzinosa e sempre meno incline all'acquisto di prodotti industriali, vi riporto anche il procedimento per il latte condensato home made che è anch'esso semplicissimo.

Ingredienti:
500 ml di latte intero 
150 gr. di zucchero semolato

Procedimento:
In una pentola dai bordi alti mettere il latte e sciogliere lo zucchero a fuoco medio per almeno un'ora avendo cura di spatolare spesso e rimuovere sempre ciò che rimane attaccato ai bordi della pentola in modo che non bruci o diventi scuro. 
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Se la consistenza non vi soddisfa, rimettere su fuoco basso e lasciare addensare ulteriormente. Quello che avanza può essere conservato in un barattolo di vetro ben chiuso in frigorifero e consumato entro pochi giorni. Sempre se v'avanza, eh! 

Ora, qualcuno avrà notato qualcosa di strano nelle tazzine in foto. 
Daniela, la mia spacciatrice di stampi, stampini e caccavelle dell'ultimo secondo nonchè vicina di quartiere, mi presta uno stampo in policarbonato per fare le tazzine di cioccolato. Figo, penso. Lo provo per i bottoncini al caffè, pare fatto apposta. Non vi dico quante volte ho temperato il cioccolato fondente, quante volte ho spatasciato lo stampo per far uscire le forme e scoprire che il manico della tazzina era incrinato oppure rimaneva attaccato allo stampo....
Dopo circa tre ore riesco a ottenere 12, dicansi dodici delicate tazzine dove per miracolo -lo vedi che c'entrava Papa Francesco?- sono riuscita a far colare il composto.
L'effetto era bellino assai e al morso l'accoppiata ciocco-caffè era niente male.
Ma anche senza tazzina di cioccolato -che per la cronaca non farò mai più- il semifreddo è veramente buonissimo, la crema vellutata si scioglie in bocca con un vago ricordo del gelato Coppa del Nonno. Solo più buono. 

Ah, se riuscite a vedere la foto dei bottoncini, lo dovete allo Zio Piero che in quattro e quattr'otto ha smanettato sul suo pc rendendola accettabile per quanto consentisse la foto di partenza e salvandomi in calcio d'angolo il post. Impagabile. Grazie Piero :) 

Grazie a tutti e a presto!




martedì 2 aprile 2013

Blog Resurrection con Leonardo Di Carlo


Yu-huuu!!! Sono tornataaaaa! 
Mancavo da un pò effettivamente, lavoro in ufficio, impegni di famiglia, stanchezza da blog, una serie di circostanze che mi hanno tenuta lontana. I miei blog preferiti li ho seguiti tutti via Facebook, quindi so tutto di voi anche se non ho commentato molto. Mi sono presa una pausa dalle torte decorate, ne avevo un pò le tasche piene, complice anche una collaborazione, l'unica che mi sia mai concessa, che mi ha molto delusa. Alla fine è sempre tutto un magna-magna...

In effetti ultimamente ho più mangiato che cucinato, ho scoperto posticini in città di cui conoscevo l'esistenza ma  per pigrizia e per mancanza di tempo non ero riuscita a visitare. Magari ci faccio un post prima o poi.

Il mio forno però non ha mai smesso di lavorare a pieno regime e per il mio ritorno vi regalo una ricetta che ho replicato più volte questo inverno, la prima che ho provato dopo l'acquisto del libro Tradizione in Evoluzione di Leonardo Di Carlo. Molto interessante, molto tecnico, fatico un pò a stargli dietro su alcuni argomenti. Ogni tre righe devo fare una ricerca su Google. 
Per questo ho deciso di iniziare con una delle ricette più semplici, senza ingrediente di difficile reperimento, velocissima da preparare.

Ciambellone all'acqua di Leonardo Di Carlo

Ingredienti:
uova intere           200 gr. 
zucchero              320 gr. 
farina 00              266 gr. (Di Carlo suggerisce una farina con forza W 150)
acqua                   166 gr. 
olio di mais          160 gr. 
fecola di patate      66 gr. 
lievito chimico       10 gr.
buccia di limone      4 gr.
estratto di vaniglia  1 cucchiaino scarso

Per la glassa al limone:
zucchero al velo
succo di limone q.b.

Procedimento:
Accendere il forno a 170 °C funzione ventilato.
Montare le uova intere con lo zucchero e gli aromi fino a che non diventano bianche, gonfie e spumose.  Con la planetaria o le fruste elettriche in movimento a bassa velocità, unire a filo l'olio, l'acqua e infine la farina con il lievito chimico setacciati.  Il composto sarà abbastanza liquido.

Io ho usato due piccoli stampi rettangolari da plum cake da 20x12 cm. (misura dei bordi), li ho leggermente imburrati e rivestiti di carta da forno. Ho messo sulla bilancia uno dei due stampi vuoti, l'ho pesato e ho tolto la tara. Ho suddiviso l'impasto nei due stampi pesandoli per avere la stessa quantità di impasto per entrambi.
Cottura in forno ventilato a 170 °C per 25 minuti circa. La ricetta in effetti dice 170 °C ma io dalla seconda volta che l'ho fatto sono partita da 160 °C e ho aspettato la prova stecchino. Se durante la cottura notate che la superficie del ciambellone scurisce troppo abbassare un pò i gradi e prolungate leggermente la cottura. 

Terminata la cottura estrarre il dolce dal forno e lasciare intiepidire. Togliere dallo stampo e lasciare raffreddare completamente su una gratella.

Setacciare lo zucchero al velo e aggiungere il limone spremuto, quanto basta per ottenere una glassa densa. Colare la glassa sulla superficie del ciambellone, eventualmente aiutarsi con un pennello per dolci, lasciare asciugare.



Questo ciambellone ci è piaciuto proprio tanto, ha una grana molto fine, è particolarmente leggero al gusto e si accompagna benissimo con il thè pomeridiano ma anche a colazione.

La glassa al limone è un'optional. Potete anche solo spolverizzare con zucchero al velo setacciato. 
Io ho provato a aromatizzare l'impasto con buccia grattugiata di arancia omettendo l'estratto di vaniglia e ho preparato la glassa con il succo. Il risultato è stato quasi migliore ma è questione di gusti. 


Grazie per la visita. Alla prossima!

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