mercoledì 28 dicembre 2011

il dolce lo porti tu?...

Sottotitolo:
Ma perchè me lo dite sempre all'ultimo minuto?...



Interno giorno, un sabato mattino qualunque di dicembre. 
Già pregusto la serata in compagnia fuori casa senza dover spadellare come al solito. Per pranzo due spaghi aglio e olio, tanto ci si abbuffa a cena. Squillo del telefono, è Sandra che mi ricorda che l'appuntamento è alle 19,30. E poi sciorina la tipica frase scandendo ogni singola parola in tono smielato... 
Deglutisco e balbetto la prima scusa che mi viene in mente. Non accetta scuse. 
Propongo un profiteroles, i bignè si fanno in due minuti, è pure il mio cavallo di battaglia, con poco tempo faccio un figurone. Mi dice che non è adatto all'occasione. 
Rilancio con un croquembouche con un esaltante groviglio di fili di caramello tutt'intorno che fa tanto scena. Neanche mi risponde, cosa avrà mai costei contro i bigné? 
Insisto, una frolla buonissima, burrosissima, con crema e frutti di bosco caramellati che ho giusto in freezer e se non mi scassate troppo i zibbidei faccio pure lo zabaione al marsa... mi zittisce con un "non se ne parla proprio, ti aspettiamo con una delle tue torte!"

Quasi sempre, appena progettata una torta, armata di carta e penna, mi preparo la scaletta. Considero i tempi di preparazione e di cottura, di farcitura, di riposo in frigo, calcolo il tempo per rivestire la torta in pasta di zucchero, il tempo per decorare e poi moltiplico il tutto per due. In questo modo so a che ora devo iniziare e, anche se ci dovessero essere imprevisti, so a che ora, più o meno finirò.  
Con matematica precisione  calcolo che posso racimolare minuti preziosi evitando di truccarmi, cerco di decidere a mente cosa mettermi addosso per la cena senza passare una mezz'ora in beata contemplazione di fronte all'armadio aperto senza farmi venire una sindrome di Stendhal mentre passo in rassegna i soliti indumenti.  In effetti non è chiaro perchè noi donne passiamo tutto 'sto tempo davanti a un armadio che contiene, più o meno, sempre gli stessi abiti, cosa ci sarà mai da contemplare... per fortuna le vie delle combinazioni cromatiche sono infinite, soprattutto se hai l'armadio pieno di indumenti di colore nero. 
Corro ad aprire il pozzetto surgelatore dove sedimentano gli impasti che tempo addietro ero riuscita a preparare per eventuali torte future e verifico le forme. Ce ne fosse una che fa al caso mio, o troppo piccole o troppo grandi.  Tiro fuori un numero imprecisato di Victoria Sponge, le rimiro (manco stessi di fronte all'armadio di cui sopra) e decido per una wonky cake.
A tempo di record metto su una ganache al cioccolato bianco e coloro la pasta di zucchero. Impilo gli impasti, per verificare le altezze e con uno spruzzino (tipo quelli che si usano in spiaggia pieni di acqua per un pò di refrigerio dalla calura, avete presente?) pieno di bagna fatta con sciroppo di zucchero e rum, inumidisco i vari strati per poi farcire l'interno con la ganache che ancora non è alla giusta temperatura ma me ne infischio serenamente e passo all'intaglio. 
Salto a piè pari tutte le regole per la costruzione delle wonky cake e vado a occhio, i tempi sono strettissimi ma il vantaggio è che la torta è per uso domestico e non mi preoccupo neppure degli angoli, non ne avrei proprio il tempo.
Alla bell'e meglio rifinisco e rivesto con altra ganache, copro con la pasta di zucchero tutt'e tre le torte. Impilo e contemplo (peggio che se fossi di fronte all'armadio). E' storta, decisamente storta  (e qui maledico di non aver fatto come al solito con righello e tutte le accortezze del caso) ma non c'è più tempo per rimediare. Passo in rassegna le attrezzature per la decorazione e l'unica soluzione è quella di usare tagliabiscotti e stampi in silicone, semplici e veloci.


Così nasce questa torta che se me lo avessero detto prima sarebbe stato un tripudio di fiocchi, un'apoteosi di merletti, un arcobaleno di tenui colori pastello come si confà a una torta per un battesimo, anche se  festeggiato in modo informale. 


Il rusultato però non mi è dispiaciuto, complice anche il cartoncino nero che ho usato per lo sfondo che, ho scoperto, mi semplifica il problema delle ombre del flash quando devo fotografare... 


La torta è stata spazzolata tutta, sul vassoio vuoto sono rimaste solo alcune palline colorate che ho usato per  le giunture dei tre piani. 


Per la cronaca, Asia non si è fatta sentire nè vedere, ha poppato quando siamo arrivati e ha dormito tutto il tempo consentendo a noi di mangiare in santa pace. Di figli ne avrei fatti anche tredici se mi avessero garantito che sarebbero stati tutti come lei...


Grazie per essere passati di qua e alla prossima!



martedì 29 novembre 2011

Wonky Cake per una laurea? Si ma quadrata...



Dopo una lunga pausa dovuta ai miei impegni con la famiglia e alla mia tendinite che non mi abbandona, torno a pubblicare una tortina. 
Devo comunque scusarmi con tutti, sono assente dai miei blog preferiti da un bel pò, non ho molto tempo per le visite e per i commenti e me ne dispiaccio ma conto di prendermi una pausa durante le vacanze di natale e rifarmi del tempo perduto.

In effetti questa Wonky è datata, l'ho preparata a luglio quando a Roma sembrava di essere in Florida, caldo e umidità hanno reso l'impresa difficilissima. Anche le glasse colorate mi hanno dato un bel da fare, il rosso e il nero sono due colori non facili da gestire. 
L'interno è una Madeira Cake leggermente rivisitata per ottenere una consistenza più adatta al taglio e alla sagomatura di questa forma particolare mentre per la farcitura ho usato una ganache al cioccolato fondente molto sostenuta (meno panna, più cioccolato). Ho dovuto portarla leggermente a temperatura prima di riuscire a spatolarla bene sulla superficie dell'impasto, ogni tanto scaldavo la spatola per livellare bene e appena la ganache è tornata a temperatura ambiente si è rassodata ed è diventata dura abbastanza da mantenere gli angoli. Vi lascio immaginare il tempo che ho passato a mettere e togliere ganache sulle superfici e sugli angoli... per non parlare della copertura, stendere e nello stesso tempo mantenere in bilico la glassa per non farla assottigliare mentre con le dita sagomavo gli angoli è stato quasi un incubo. Nel primo tentativo ne ho bucati tre su quattro nella torta base, ho dovuto togliere e buttare tutto e rifare completamente la copertura. Per la cronaca, c'erano un paio di crepe sulla copertura... e pure vistose... però stanno dietro ;)

Alla fine tanta soddisfazione ma non credo che ripeterò presto una torta del genere. In tutto ci ho lavorato 3 giorni interi nonostante le decorazioni fossero pronte in anticipo. Ogni copertura è stata estenuante, ricoprire con il fondente stando gobba sulla torta mi ha stancata parecchio e poi l'ansia di non aver mai fatto prima una Wonky Cake quadrata e non sapere fino alla fine se il risultato sarebbe stato soddisfacente non mi ha fatto chiudere occhio per due notti...

Grazie per la visita e alla prossima!


lunedì 19 settembre 2011

We all love Peroni...

Chi vive a Roma ed è amante degli accessori di cucina conosce senz'altro Peroni, uno di quei luoghi di perdizione dove passare qualche ora (rigorosamente da sole, senza mariti e compagni al seguito, tanto non capirebbero...) tra caccavelle dal design e dai colori innovativi, attrezzini high tech e chicche d'ogni genere che ognuna di noi, confessiamolo, vorrebbe avere nella propria cucina.

Eleonora Peroni, splendida padrona di casa e titolare del negozio di P.zza dell'Unità, ha aperto un nuovo punto vendita che si trova sempre nella stessa storica piazzetta del quartiere Prati al civico 16. 
Eleonora ha creduto in questo nuovo progetto, un negozio dedicato interamente alle decorazioni di pasticceria ma sopratutto alle decorazioni in pasta di zucchero. Stampini di ogni forma e dimensione, calchi in silicone (ci sono pure quelli della First Impression!), mattarelli decorativi, dummies in polistirolo, sottotorta rigidi, se non fosse che il negozio è una piccola bomboniera, sembrerebbe di stare in uno di quei grandi store inglesi che vendono solo accessori per la decorazione, insomma c'è veramente un pò di tutto.  
Ovviamente trovate anche i prodotti Decora, le nuove confezioni di gomma adragante, cmc, la gum paste, glasse e coloranti, le ultime novità dal catalogo Wilton, il rifornimento è appena iniziato, a giorni arriveranno quasi tutti i prodotti.

Qui sopra la mia spilletta targata Peroni che ha mantenuto il logo originario, una pera, of course... 
La serata è trascorsa in allegria tra vecchie e nuove conoscenze, gustando le sfizioserie dello chef Antony Genovese. Per la cronaca, sono andata in estasi per il cannolo ripieno di mousse al baccalà, carpirne la ricetta è stato inutile. Tappa obbligata a Il Pagliaccio quanto prima.

E questa è la torta da esposizione che ho preparato per conto della Decora da portare all'inaugurazione che si è tenuta ieri sera. E' stata esposta subito in vetrina ed io mi sono sentita terribilmente in imbarazzo, avrei preferito presentare qualcosa di più elaborato e che fosse più vicino al mio stile. Alcuni di voi sanno che ho un problema ai tendini e ai legamenti (sono in overdose da antinfiammatori  e sul mio viso si possono leggere tutte le controindicazioni descritte nei bugiardini dei farmaci, motivo per cui vi ho risparmiato la mia faccia in foto...)  cosicchè questa torta è stata decorata ai minimi termini senza potermi impegnare troppo, impastare la glassa per me è un delirio figuriamoci fare del modelling... Spero di guarire presto, ho tante torte in testa che voglio realizzare e tanti impegni da rispettare.

A proposito di impegni, martedì 27 settembre, sempre che non mi cedano i polsi, farò una dimostrazione dei prodotti Decora in collaborazione con Peroni, mi venite a trovare? Basta accreditarsi contattando il punto vendita, i posti sono limitati. Per chi già mastica pasta di zucchero non sarà niente di nuovo, è un workshop per principianti ma potrebbe essere un'occasione per andare a sbirciare il nuovo negozio... 

Scappo, sono in ritardo sulla vita come sempre.
Grazie per aver guardato e alla prossima!

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